La nostra storia

La nostra è una storia abbastanza semplice; quella di un gruppo di persone che sono cresciute in un paese della provincia di Milano, Cornate d’Adda, che fortunatamente è rimasto ancora un luogo a misura d’uomo, senza le storture e gli eccessi dei paesi della border-line delle grandi metropoli.

Ci si conosce da sempre e, fin da adolescenti, abbiamo vissuto esperienze simili anche se non uguali. Le nostre strade ci hanno portato a vivere “in compagnia” per dei periodi, per poi magari perderci di vista per lungo tempo e poi ritrovarci ancora.

In tutto questo tempo siamo cresciuti, ci siamo fidanzati, sposati, avuto figli, successi professionali, preoccupazioni, perdite di genitori e di amici cari, momenti di profondo sconforto e di luminosa felicità. Posso dire comunque che il collante della nostra amicizia, quello che non è mai mancato e che penso non mancherà mai, sia la passione per la moto.

La passione è nata in momenti diversi (non abbiamo tutti la stessa età perché siamo nati tra il 1954 ed il 1963), ma ha avuto lo stesso iter “canonico”: motorino rigorosamente fuoristrada (Aspes, Caballero, Dingo, Gilerino ecc.), moto da “regolarità” o cross per sfogarsi su campetti più o meno improvvisati, moto da strada più o meno performanti ed infine la scintilla per le moto d’epoca. Le moto che da quindicenni ci facevano battere forte il cuore e restare in silenziosa ammirazione davanti al bar quando arrivavano le compagnie di quelli più grandi di noi in sella all’SF, al Ducati 750, al Kawa 900, all’Honda settemmezzo…

Ricordo che sedicenne avevo un Benelli 125 bicilindrico e andavo a vedere Walter con il Laverda 750 fare le curve del Sempione a Porto d’Adda e ne rimanevo estasiato.

Ora il rapporto con Walter è diventato di amicizia famigliare (io ero più piccolo di lui e la differenza di età me lo faceva vedere quasi come un eroe a cavallo del mostro rosso); i nostri figli sedicenni scorazzano con i loro motard e noi, per non essere da meno e per non perdere l’abitudine al divertimento, da ventenni un po’ cresciuti andiamo a far casino con il Laverda, che mi sono finalmente comperato dopo trent’anni, e con una delle sue tante magnifiche moto.

E che dire di Ezio, amico fraterno di Walter, grande raccoglitore di tutte le moto che gli passano sotto gli occhi (forse nemmeno lui sa quante ne ha di preciso); i due per far volare i loro cinquantini, devono aver “ammazzato” a fresate più cilindri di una squadra corse….Hanno trapiantato su di un telaio Caballero 50 un motore Sachs 125 di un KTM per avere il “cinquantino” che dava paga a tutti. Stesso esperimento fatto con un motore Sachs 125 di un Hercules da Eldino sul suo Caballero.

Tante moto nella nostra vita, alcune normali (se tale può essere una moto!!), altre che ci hanno dato tante emozioni e soddisfazioni. Ricordo il KTM 175 di Ezio, il Puch e l’Ancillotti 125 cross di Vitto, il mio TGM 125 R77 con i quali ci sfidavamo al Fontanino, mitica pista auto-costruita con tanto di escavatore di Ezio nelle cave in disuso in riva all’Adda.

Su quella pista, frequentata anche da piloti “veri” che venivano ad allenarsi, ogni sabato si rinnovava la sfida con Vitto, molto veloce e consistente, Alfio e Mario con le loro TGM 125 (sicuramente i migliori del gruppo), Franco e la sua Aprilia 125, Fabio “cavallo matto” anch’egli con la TGM 125, Ezio con la Barbiero 125, i fratelli Angelo e Paolo con la Beta 250 e tutti quelli che avevano voglia di fare 4 salti in compagnia; un gran bel gruppo affiatato!

Tra gli spettatori c’era anche Sergio che veniva a vedere i suoi idoli (è il più giovane di tutti noi) e cercava di imitarli con la bicicletta. La sua passione per la moto si è realizzata molto tempo dopo, quando ha iniziato a lavorare per Yamaha Italia ed ha avuto la possibilità di testare i vari prodotti nel corso delle manifestazioni motoristiche alle quali partecipava in qualità di agente di vendita.

Tanti amici che con le loro moto hanno riempito le nostre giornate; Eldino con il KTM 250 del “75” che non consumava mai la gomma davanti, o con il Benelli 250 bicilindrico super preparato che andava come una locomotiva con tanto di emissioni fumogene (miscela al 5%).

Gino di Villa Paradiso, il Pirri ed io tutti con il Benelli 125 bicilindrico ci sfidavamo a fare il giro dei tre paesi, Porto, Cornate, Colnago e ritorno a suon di staccate; vinceva chi arrivava per primo in piazza a Porto (cose da dire e non fare, pena la galera). Tutti gli amici Vespisti che vedevamo un po’ come degli sfigati perché non avevano la moto da regolarità (ma forse la avrebbero voluta, solo che non potevano..) e tanti altri che purtroppo oggi non ci sono più, ma che vivono nel nostro cuore.

Ecco cosa siamo: siamo tutto questo che è già stato ed anche quello che sarà. Perché a 50 anni non si è “arrivati” e non ci si ferma, ma si guarda avanti per affrontare nuove sfide mettendo a frutto l’esperienza maturata.

Il MOTOINCONTRO è il sunto di tutto questo, delle esperienze vissute, di tutte le emozioni passate e presenti che ci proiettano verso il futuro. La vita sarebbe niente senza emozioni e la moto, oltre che un collante tra amici, è pura emozione.

Orazio