Il lato B

Qualche tempo fa mi ero perso negli sguardi delle nostre amate due ruote, ma come una bella Donna spesso la Moto ha anch’essa un lato “B”.
Non parlo delle anziane signore di prima degli anni ’70 dove, salvo rarissimi casi legati agli scooter, il “posteriore” era un parafango, magari di pregevole fattura e un fanale che caratterizzava spesso il modello nonostante la sua semplicità.
Il posteriore di cui parlo è quello che attorno agli anni ’70-’80 ha cominciato a dare una forma alla porzione di moto dietro la sella.
Cominciavano a spuntare codini, io ricordo i primi Kawa 900 con un finale in vetroresina vagamente a forma di spoiler che dominava il fanale posteriore, che allungava, di fatto, la linea della moto ben oltre la ruota posteriore.
Si usava così, il passeggero era confortato da uno spazio in più dietro di lui e spesso sotto di quel codino ci stavano i documenti, gli attrezzi e magari anche tuta dell’acqua e qualcos’altro.

Poi il design ha cominciato a svilupparsi e la linea della coda prendeva forme sempre più particolari, spesso derivate dalle moto da corsa, Aprilia e Suzuki degli anni ’90 ad esempio, con risultati non sempre eccezionali, lo SRAD Suzuki, con quel codone tondo, senza copertura della sella del passeggero era abbastanza orribile.
Proprio la casa Giapponese di Hamamatsu è stata la più prolifera d’idee e soluzioni, non sempre con buoni risultatati, come il “famoso “ deretano di gallina della serie GSX600 e 750 F dei fine anni ‘80, e altre soluzioni avveniristiche che almeno provavano a smuovere l’immobilismo stilistico delle code.
Poi un geniale Signore ha pensato di mettere due marmitte sotto un codone e poi ne ha messe quattro dettando una nuova moda, oltre che creando i più bei “culi” di ogni tempo.
Da lì si è cominciato a inventare codini che andassero d’accordo con lo scarico con la coda, mentre altri cominciavano ad accorciarla sempre di più, spesso facendola terminare con la sella del passeggero.
Il trasportato rimane ormai la cosa più sporgente della moto, poiché spesso la porzione di sella che gli è dedicata termina ben più avanti del porta targa e spesso dietro di lui/lei il nulla.
Ultime tendenze sono quelle di codini a punta, corti appena oltre il perno della ruota posteriore.
Questi ormai liberati dallo scarico sempre più nascosto sotto la moto sono più simili a punte di freccia lanciate verso l’alto regalando una leggerezza al posteriore che spesso fa da contraltare alla pienezza della zona motore serbatoio.
Per trovare codini generosi bisogno spostarsi verso modelli più turistici, che comunque seguono la stessa tendenza, quindi scordatevi posti sottosella adeguati.
Comunque ogni moto, come ogni Donna, ha il suo lato “B”, che sia il giunonico posteriore della Goldwind, l’anoressico culetto della RSV4 o il fascinoso retro della F4, c’è quello che preferite, che volete, ce né per tutti i gusti.
Vero che quando si vede una moto si guarda negli occhi e si apprezzano le forme, ma poi un’occhiata al “Posteriore” gliela si da volentieri e a volte ci s’innamora di quello.
In questo caso si può anche toccare senza rischiare uno schiaffo.